SfasciaItalia. Tra opere inutili e falsi in atto pubblico

 

CIOFFI (M5S). Signora Presidente, vorrei capire perché siamo qua. Infatti, siamo qua a parlare di una cosa che ci viene detta, cioè che stiamo discutendo la fiducia, ma io la richiesta di fiducia non l’ho sentita. Pertanto, siccome non l’ho sentita, non so perché stiamo discutendo, visto che non possiamo discutere di qualcosa dovendolo leggere sui Resoconti stenografici. Sarebbe stato carino la Ministra fosse venuta a dirci cosa è venuta a fare qua, perché io non sono in grado di leggere il labiale.

Detto questo, che è prodromico a ciò di cui dobbiamo parlare, vogliamo leggere un attimo questo schema di convenzione che ci avete distribuito? All’articolo 5, comma 4, del decreto-legge in esame è scritto che si approva lo schema di convenzione. Leggiamolo. Nelle premesse, alla lettera g), leggo che l’articolo 5, comma 4, del decreto-legge n. 133 del 2014 ha approvato lo schema di convenzione. Allora, se lo schema di convenzione è approvato e ha la data del decreto, significa che è nato prima il decreto e poi lo schema di convenzione. Dovremmo metterci d’accordo: se dobbiamo approvare un atto, almeno abbiate la decenza di non scriverci la data del provvedimento con cui lo approvate, perché questo è un falso. (Applausi dal Gruppo M5S). Questo è un falso, signori, perché avete scritto in una convenzione di approvare qualcosa e in questo atto c’è scritto con quale data lo avete approvato. È un falso, quindi vi denuncio in un falso. Stiamo parlando di un falso. Lo dico affinché rimanga agli atti, perché questo è ciò che fa il Governo e vi dovreste vergognare del fatto che noi stiamo parlando di un atto falso. (Applausi dal Gruppo M5S).

Chiarito questo, ci sono delle cose interessanti per chi fa questo mestiere. Il concessionario provvede sia alla progettazione che alla validazione dei progetti. È triste pensare che chi fa il progetto se lo valida. Se la canta e se la suona? E lo Stato che fa? Non sarebbe il caso che il concessionario facesse il progetto e il concedente lo controllasse? Questo è scritto nella convenzione.

Più avanti si legge che: «La durata della concessione è fissata in [●]([●]) anni». Siccome [●]([●]) a casa mia non è un numero (a meno che non interpretiamo il ● come un due, allora se sono due anni forse potremmo discutere), ma si parla di 38 anni e si fa riferimento al piano economico e finanziario e c’è anche l’elenco delle opere, forse sarebbe utile presupporre che noi sappiamo di quanti anni allunghiamo la concessione, visto che abbiamo il piano economico e finanziario. Vuol dire che se facciamo queste cose stiamo facendo un’altra cosa illecita. È un altro falso contenuto in documenti che ci ha portato il Governo.

Altro punto interessante è il seguente: «Il concessionario è tenuto a corrispondere ai soggetti legittimati», cioè all’ANAS, che è il concedente, «un canone annuo pari al 2,4 per cento dei proventi netti».

Questo significa che, se sono veri i numeri citati dal senatore Malan e cioè i 10 miliardi, lo Stato incassa 240 milioni. Ci rendiamo conto che questo è un bene dello Stato e che noi ci pigliamo le briciole e loro si pigliano i soldi? (Applausi dal Gruppo M5S e delle senatrici Bignami e Mussini). Ci rendiamo conto di quello che scrivete in questi atti? Questi sono atti che fate voi, vi dovete vergognare di quello che fate!

Per non parlare poi dei prolungamenti delle concessioni. Qua si è detto che è vergognoso che si prolunghino concessioni e che ci sono soggetti che finanziano il Partito Democratico, ma il primo allungamento delle concessioni lo ha fatto il Governo Berlusconi, con tutto il rispetto, quando ha allungato le concessioni di Autostrade per l’Italia a Gavio. (Applausi dal Gruppo M5S).

Vogliamo parlare di sistema di tariffazione? Che dovrebbe farci capire che le tariffe servono a pagare gli investimenti? Ma quando abbiamo privatizzato Autostrade, l’investimento era già stato fatto e quella tariffa andava rivista perché l’investimento era già computato e con quella tariffa abbiamo lucrato e permesso a privati di lucrare. È così che tutelate l’interesse pubblico? Sarà il caso che vi mettiate un po’ di vergogna? (Applausi dal Gruppo M5S)

on dico di avere dignità, ma almeno un po’ di vergogna! (Applausi dal Gruppo M5S).

«Vergogna!» lo diciamo al Governo, perché forse è il Governo che si deve vergognare. Poi, purtroppo, il Presidente del Consiglio è anche il segretario di un partito e quindi, per rimbalzo, la vergogna si estende.

Abbiamo detto tante volte come questo atto contenga tante cose inutili e tante che reputiamo siano una schifezza. Abbiamo parlato di rendere strategici i tubi del gas, i rigassificatori: volete che ribadiamo ciò che abbiamo detto in proposito?

Lo ribadiamo: in Italia abbiamo tre rigassificatori e c’è una richiesta per altri sei. Dei tre rigassificatori esistenti uno funziona, uno ha utilizzato solo il gas transitato per il collaudo – e parlo dell’Offshore LNG Toscana (OLT) di Livorno, che ha avuto comunque e chissà perché i 50 milioni che si può prendere ogni anno, perché siamo magnanimi – e l’altro, che sta vicino Venezia, è chiuso dal 2013. E li rendiamo opere strategiche? È questo il modo di intervenire con le risorse dello Stato, di cui ci viene sempre detto che sono limitate?

Forse sarà il caso che iniziamo a rivedere quali sono le opere strategiche e capire che dovremmo fare ben altro? Sarà il caso di intervenire per dire che le opere strategiche sono quelle individuate nella legge obiettivo approvata del Governo Berlusconi e mai modificata dai Governi successivi e che in questo decreto diciamo che le opere comprese nel piano vengono pari pari riportate nei piani futuri? Quand’è che iniziamo a fare un’analisi critica di queste cose? Quand’è che iniziamo a capire che abbiamo tanti soldi e forse potremmo spenderli meglio?

Non è vero che i soldi non ci sono: ce ne sono e ce ne sono tanti, soltanto che li spendiamo male. Forse sarà il caso che iniziamo a capire che dobbiamo spendere bene? Vi chiediamo di rendere efficiente la spesa? Vi chiediamo questo? (Richiami del Presidente).

Finisco subito, signor Presidente, potrei parlare ore, ma mi rendo conto che il tempo è limitato.

Qui si parla della Napoli-Bari e abbiamo scritto che il Consiglio dei Ministri ha il potere di sopravanzare il parere negativo delle varie sovrintendenze? Bene, abbiamo dato il potere al Consiglio dei ministri: l’accentramento del potere è il modo con il quale andiamo avanti in questa Italia che deve evolversi!

Vogliamo continuare con l’accentramento del potere? In Italia c’è stato qualcuno che ha accentrato il potere in maniera forte, potente e precisa. È stato un lungo ventennio e alla fine si è concluso con una guerra. Volete la guerra?

Se volete la guerra pacifica noi ci siamo. Non so se saranno altrettanto pacifiche le persone che sono sole e che sono un tantinello incazzate! (Applausi dal Gruppo M5S e dei senatori Mussini e Campanella).